Arianna Fidanza e quell'immagine di Strade Bianche
Km85, poco dopo il quinto settore, quello lungo e severo con 4 strappi completamente sterrati.
Era Strade Bianche quel giorno.
Su un lungo falso piano c'è una macchina, un'ammiraglia che raggiunge ed affianca una delle atlete. Colori diversi, scritte diverse. Come spesso nel ciclismo accade, capita che tra squadre avversarie ci sia un aiuto in caso di bisogno. Arianna ha gli occhi stanchi, viso e braccia segnati da righe di sudore che scivolano via con difficoltà tra la creta depositata su tutto il corpo. I capelli biondi che il vento non riesce neppure a muovere, c'è caldo, il termometro segna oltre quaranta gradi. Arianna è sola su quella strada, un gruppo distante davanti, un gruppo distante dietro. Poteva essere facile gettare la spugna, salire in macchina e finire la corsa in quell'istante. Dal finestrino di quell'ammiraglia rivale esce però una voce amica, un consiglio, un incitamento, chissà! Forse in quel momento bastava anche solo uno sguardo, per appoggiare la fatica, per sentire il sollievo a quel dolore. Le parole di un padre, che ti accompagna nella vita, che ti cresce nello sport, sono ambizione, sono forza e speranza. Mancano meno di cinquanta chilometri alla fine della corsa, sembrano pochi, ma il traguardo è terribilmente lontano. Caldo, fatica, voglia di mettere il piede a terra. Ma quel giorno, quel piede si pose a terra soltanto a Piazza del Campo.
Un ricordo di agosto e le foto di uno scorcio di stagione, oggi per Arianna, per un Felice Compleanno.
A te.
