Cavalli e la maglia Tricolore
Immagina tre colori, verde bianco rosso.
"La bandiera italiana ?"
Si, esattamente.
Immagina i tre colori posizionati in verticale, che dipingono una maglia in tre fasce ben definite.
"Una maglia ? La maglia con il Tricolore ?"
Si, esattamente.
Quei tre colori, conquistati con fatica in una tappa secca, che poi ti accompagnano per 365 giorni di allenamenti e competizioni. Colori, che ti identificano nel gruppo, dove tutti imparano a conoscere il tuo nome. Quella bandiera italiana portata in giro per tutto il mondo, che non ti permette mai una distrazione, perché gli occhi della gente e dei tifosi, ti aspettano sempre lì davanti, in testa alla corsa.
In quell'Albo dove trovi e leggi il tuo nome, che un giorno tornerai a consultare, e con emozione più forte con il dito scorrerai tutti i nomi, arriverai al tuo, scandendo ogni singola lettera. In pochi secondi ricorderai fatiche e rinunce che il ciclismo ti chiede per essere "non uno dei tanti", per essere su quei registri, per essere ricordato, per aver fatto la storia.
"E la maglia ?"
Ecco si, la maglia era ben piegata, ben confezionata. Quel pacchetto era morbido, non sapevo cosa ci fosse dentro. Lo apro piano un po' in disparte, quasi per paura di conoscerne il contenuto. Verde, bianco, rosso. È la maglia Tricolore.
"E cosa te ne fai ?"
Il valore di questa maglia, ricevuta in dono, ha un sapore magico, ci puoi leggere la fatica, l'orgoglio, l'impegno per averla conquistata.
Il ciclismo è così, è un viaggio continuo nel conoscere nuove persone, nell'incontrare emozioni, nel creare amicizie, anche tra un campione ed un semplice appassionato. La maglia nel ciclismo è una conquista, come lo è per un tifoso.
"Ti sei emozionato ?"
Si, ma ero già in tenuta da bici, mettere gli occhiali è stato un attimo, e nessuno se ne è accorto.
Nessuna stretta di mano, nessun abbraccio, il periodo non ce lo permette, ma 150km nelle sue strade, spalla spalla, valgono come un grazie lungo cinque ore di allenamento.
"Chi ha vinto sul FormiGavia ?"
Ha vinto il rispetto per questo sport, ha vinto quel sorriso che ci è scappato ad entrambi.
A Marta, all'ospitalità della sua famiglia, GRAZIE !
