Elena Contarin
Farsi voler bene, così tanto bene, bisogna essere complici, nello sport e nella vita. Non avevo mai visto così tanti avversari nello sport, applaudire una vittoria altrui. Succede tutto in pochi giorni tra Massa Finalese e Forlì, prima vittoria su strada e la maglia Tricolore Juniores inseguimento individuale, su pista. Arriva dopo la mezzanotte quel messaggio vocale, voce che vibra, a tratti stanca, che racconta la felicità di quella conquista, dopo tanto e duro lavoro. Sacrifici, perché il ciclismo della fortuna non ti regala niente, quel 2 primi e 37 secondi che regala quel tricolore da indossare, da appendere al muro come primo grande trionfo. E quella fuga e poi quella volata che regala quella prima volta, che non si scorda mai. Due trionfi, un urlo liberatorio, un cinque a mano aperta dato a quell'omone in maglietta verde in pista, e quegli abbracci dopo la volata. Tu e la scaramanzia, in quelle gesta ripetitive prima di ogni gara. La fetta crostata o meglio due, ed il numero sulla schiena ben fissato con quelle non quattro ma cinque spille, selezionando pure, per la tipologia di gara, anche la persona che lo deve fare.
Una storia di ciclismo, nata vicino casa, ad imitare l'amica più grande, in quel legame che la bici ha saputo esaltare negli anni. Tuonano le parole di quell'amica che mi racconta esaltando le tue vittorie da piccola, da giovanissima, esordiente, ed allieva. Poi la normale difficoltà nel confermare le vittorie, riscontrata nel salto di categoria, seppur l'impegno aumentava in maniera professionale. La chiamata azzurra, che ti fa cambiare marcia, che ti pone davanti allo specchio un sogno, e li cerchi in te stessa con tutta la tua testardaggine di rispondere svegliandoti in una realtà fantastica, con gli ingredienti sacrificio e determinazione in un mix perfetto.
Poi c'è la vita di tutti i giorni, e quel #svasserona che rimbomba nelle voci delle amiche. Quella gara di battute, di prendersi in giro che alimenta il senso di amicizia, che solletica la vita frenetica. Quel gelato e quella cena come riti immancabili nei momenti che precedono e seguono le gare, da continuare a vivere per alimentare il tifo di chi ti pensa così : "In lei vedo i miei sogni che non sono riuscita a realizzare".
Con la stessa voglia, la stessa passione, il medesimo sorriso, continua ad emozionarti, per le vittorie e per le sconfitte. Perchè nel ciclismo non si perde mai.
Buon Compleanno a te !
