Elena Franchi vince a Seren del Grappa

10.12.2019

Seren del Grappa. 11 Agosto 2019

Mani al cielo, un urlo costante di qualche secondo sulla linea del traguardo.

Curioso, il giorno prima scrivevo un messaggio : "Seren del Grappa?"

Non passano cinque minuti e la risposta, "ci sarò, darò il massimo e spero di vincere, però non è la corsa a cui punterò.. mi sto preparando per il Toscana, Garda, Marche ed Emilia".

Rispondevo sorridendo di dare poco peso alla speranza, e che la certezza era l'unico mezzo per darsi una risposta, e poi per darla a tutti gli altri.

Un panorama futuro di obiettivi importanti, ma nemmeno il tempo di controllare percorsi e date, che l'indomani lo speaker sollecita la nostra attenzione, "esce dal gruppo Elena Franchi".

Sorrido, sorridiamo. Lo aveva scritto, che voleva vincere, ma mancano un sacco di chilometri. Lo scatto in salita, il suo terreno amico, poi la discesa, veloce, che anticipa seimila metri di pianura. Montagne russe, su e giù, prima del finale, in salita netta, per concludere la fatica.

Ultimo giro, il passaggio sotto lo striscione, con la strada che appena sale: passa Elena, con quaranta secondi di vantaggio su un drappello di avversarie, forse troppo attente a controllarsi che a riprendere la testa della corsa.

Testa bassa, concentrazione massima, bocca appena aperta e giù in picchiata. Ma quaranta secondi non sono nulla, arrivano le altre, e ancora giù a tutta.

Elena scompare, curva dopo curva, per una fuga da lontano, per una fuga in solitaria. Quello che i tifosi amano, che la gente osanna. Tutti attenti ad ascoltare la voce dello speaker :

"Franchi guadagna terreno, il suo vantaggio ora è di un primo e cinquanta secondi".

Mi scappa una parolaccia di ovazione. La pelle d'oca fa da contorno ai megafoni con la voce tremante dello speaker che ancora sentenzia : "Due minuti, oltre due minuti e mezzo, aumenta ancora il distacco".

Mancano ormai una manciata di chilometri, Elena è di nuovo nel tratto in salita; non può perdere con nessuno, non quel giorno.

Non passano più i secondi, sembra quasi che le atlete non vogliano arrivare, mostrarsi, nella maschera della loro fatica.

Anzi no, eccola.

Minuta, con la sua veste celeste targata Bianchi Eurotarget. Le mancano 300 metri, anzi no, sono 200.

150 metri: solo in quel momento Elena ci mostra il suo sguardo, alza il viso e con gli occhi tesi in avanti, alza le mani al cielo e ci gela, con un urlo costante di qualche secondo fino al traguardo.

Vince, Elena vince. Una vittoria dichiarata, una vittoria che così vale doppio.

Io conquisto un'amicizia, una fotografia, qualche parola.

"Grazie, ho fatto qualcosa di folle oggi, ancora non ci credo. Ma non mi devo accontentare, la stagione è ancora lunga. Analizzo sempre tutto a mente fredda ciò che sbaglio in gara, ed anche oggi qualcosa ho sbagliato".

Stasera siamo seduti ad un tavolo, io, lei e l'amica Vania. Si parla di ciclismo, qui a Fiorenzuola d'Arda, del suo brutto infortunio che ancora la costringe allo stop.

E mentre voi leggerete queste righe, lei le scoprirà più tardi.

Almeno questa volta, siamo arrivati primi.

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