Federica Severi racconta Baroni

16.01.2020

Ha una testa pazzesca, se si mette in testa un obiettivo lei lo centra, senza se e senza ma.

Due anni fa, Giro di Campania 2018, prima della seconda tappa disse alla mamma "oggi voglio prendere una maglia". Ma la maglia bianca, quella dedicata alla miglior giovane, ormai era difficile da conquistare.

Rimanevano due GPM, se ne avesse vinto uno avrebbe preso la maglia.

"io in quella tappa mi fermai come il 70% delle ragazze, era durissima, e si poteva ripartire il giorno dopo essendoci una classifica a punteggio".

Orecchio alla radio, ma la voce opaca sentenzia i passaggi, prima seconda terza, ed il suo nome non c'è. C'è però un sussulto color ciclamino che spacca netto quella delusione, un Traguardo Volante, uno solo, ed il suo nome stavolta rimbomba prima di tutti gli altri.

E la sua mamma mi sussurra "Lo aveva detto che voleva una maglia, non aveva specificato quale".

Il giro non è finito, altra tappa, con ben tre TV. La maglia era dura da difendere, quel giorno feci una delle mie gare migliori assieme ad un'altra compagna, pur di aiutarla.

Prima volata; c'era una fuga da riprendere, lei alzò la mano per chiamarmi, preoccupata ai meno 1500mt, ero dalla parte opposta, con non poca fatica riuscii a risalire il gruppo : "adesso tiro forte ma la volata devi farla da sola". Meno 600mt, la lasciai lì dove le russe, velociste pure, stavano perfezionando il loro treno, ma lei, seppur magrolina, entrò nel loro treno e le batté !

Aveva deciso che avrebbe portato a casa quella maglia e avrebbe dato tutto, ma serviva vincere due volate su tre !

Volata successiva, tutto come prima, rincorrere la fuga seppur con poco margine, e dare tutto. Lei poi fece il resto. Una grande giornata per la nostra squadra, ma soprattutto per lei. A tre giri dalla fine lo speaker annunciò che la maglia ciclamino era sua, ci scappò da esultare, per lei, per noi.  

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