Francesca Baroni, leader nel ciclocross
FB come Francesca Baroni.
Un nome che rimbomba da un po' nei tag delle fotografie di questa semplice pagina. Lo scrivevo pochi giorni fa, questo ciclocross a me quasi sconosciuto ed ora, in poco tempo, così difficile da non seguire.
Si imparano in fretta i loro nomi, di lei però ho imparato prima di tutto ad ammirare le sue gesta, quei movimenti leggeri quasi come non sentisse le asperità ruvide, quelle sconnessioni improvvise del terreno e quel meteo balordo, talvolta davvero severo che solo uscire dalla macchina ti viene paura.
E anche se la perfezione non esiste, che adorazione per quella leggerezza sul sellino della sua Guerciotti, su e giù da quella bici, un salto agli ostacoli, un fosso o anche due, sempre composta, che incanto! poi via di nuovo a scaricare la sua vita su quei pedali.
Anche con lei, qualche foto è occasione per uno scambio di parole, spesso nei messaggi capitano vocali e consonanti di stima e complimenti per le sue numerose vittorie, per i suoi continui piazzamenti nella parte che conta della classifica.
Parole prive di numeri, valori, potenze e tecnologia, parole che leggono il cuore, le emozioni e credetemi, sono davvero tante.
In uno di questi messaggi, le facevo notare le sue scarpe nelle immagini dell'ultima gara, prive di fango. Me ne ero già accorto, osservando dal mirino della Reflex pronto a scattare attimi del suo esercizio in gara.
Pulite le sue scarpe, pulite le sue gesta in gara, pulita la sua anima.
Storie, vicende, che ora tocco con mano, che sono lontane da quello che credevo. C'è una conquista tutti i giorni che ci aspetta, in mezzo a buche e improvvisi fossi, ed ogni tanto esclamo:
"Vorrei essere Francesca Baroni!"
