Giro d'Italia Tappa 4
Quarta tappa di dieci, la più breve, appena 11,2km ma tutti verso la cima di Formazza, tra le Cascate del Toce. La cronoscalata, individuale, quella severa, che manderà a casa a classifica fatta ben 12 atlete fuori tempo massimo, quattro vestono italiano, e la notizia ci vede tutti un po' più sconfitti. Quello strapotere olandese, che si rende antipatico con distacchi troppo marcati, e chi non è specialista della salita, deve dannarsi ad arrivare fin lassù. Ci sono doti atletiche e doti di concentrazione in questa tipologia di corsa, entrambe indispensabili. Il pubblico esalta i nomi tra i tornanti, scorrendo veloce l'ordine di partenza, invertendo la classifica generale del giorno prima. Sbirciamo dietro la curva e ci perdiamo se nel frattempo spunta un'atleta diversa da quella che attendevamo. Ci sembra di conoscerle tutte, urliamo il nome, urliamo 'forza' urliamo 'alè'. Ad ognuna di loro, perché quello è il ruolo del pubblico. Qualche sguardo ci raggiunge, altri proseguono fissando già il tornante successivo. Ci esalta Grace Brown, che sale di gran passo con la sua bici "carenata-crono". Azione composta, spalle maestose ed immobili per lei che non è scalatrice, ma pregevole passista abituata ad azioni solitarie nei finali di quelle classiche del nord, che anticipano il Giro. Al traguardo poi sarà terza, pagherà anche lei ben 76 secondi dalla padrona VdBreggen che distanzierà di oltre un minuto la seconda classificata, la compagna Demi Vollering.
Abbiamo urlato nomi, distacchi, abbiamo incitato l'azione di chi ci da emozione, ma senza intralcio, senza cartelli. Possiamo farlo, tutti.
Domani, saranno soltanto in 126 al via della quinta tappa, a Milano. Un circuito pianeggiante, che forse non mieterà altre vittime per quel limite di tempo, diventato "timore" di tante, troppe.
