Giro d'Italia Tappa 5
Tappa 5 di dieci. Lorena Wiebes alza le mani al cielo, vince allo sprint davanti a Jørgensen e Vos. Ma oggi la vetrina principale si sposta su un drappello di giovani ragazze.
Pelle d'oca e cuori che pulsano per chi, sui quei pezzi di marciapiede gelosamente conquistati, incita la vostra azione. E' gara a chi urla più forte, con un sottofondo di applausi, vocali e consonanti che formano talvolta nomi e talvolta cognomi. Piergiovanni, Eremita, Zanardi, Vettorello, Vitillo e Novoloskaja. Si contano due minuti di vantaggio, ascolto in silenzio pronostici di improvvisati esperti, chi di parte e chi per esaltare la propria sapienza in questo sport. Parlo con un padre che mi affianca, esaltiamo l'azione e non si accenna al risultato finale, che quasi non ci interessa. Il sogno di un grande giro, vissuto in quell'istante da protagoniste, era già per noi, una vittoria.
Rimango solo nella piazzola per i fotografi, perché tutti gli altri sono fuggiti alla ricerca delle 'big'. Sapevo di poter trovare l'emozione giusta rimanendo lì. Ho cercato lo sguardo di ognuna di voi, su quel traguardo, perché oggi più di ogni altro giorno, il vostro viso poteva regalarci in quel momento la storia di fatica più bella. Qualche chilometro prima del traguardo, il gruppo inferocito inghiottiva ogni speranza, consumando le ultime vostre energie. E che volata sia, 5 italiane nelle prime 10, e quell'ottavo posto di Gasparrini che completa la magnifica giornata delle più giovani! Poco dopo al traguardo, quel viso colmo di lacrime, ed una compagna che ti consola appoggiando la sua mano sulla spalla.
Quasi ad anticipare che domani, aprendo gli occhi, sarai molto più felice di stasera quando li chiuderai. Per quello che hai fatto, che avete fatto.
