Giro d'Italia Tappa 8
Tappa 8 di dieci. Piatta come un biliardo nei suoi 130km, si lascia il Veneto e si sconfina in Friuli con l'arrivo a Mortegliano. Giornata tranquilla quindi, pare. Ma non sarà così. Alla partenza, si presentano in 110, altri quattro ritiri ed un'intera squadra a casa, colpita da una positività di Covid.
Pronti via, ci provano Drummond e Vettorello ad allungare, ma riprese ben presto riparte un gruppetto composto da Bariani, Studenikina, Arzuffi e Scandolara. Il gruppo non lascia respiro e si ricompatta. C'è poi un nuovo tentativo, ore 13.31, dal gruppo esce Anastasia Carbonari. Me la ricordo un paio di anni fa dopo un brutto incidente mentre mi accompagnava sulle colline delle Marche a vedere la corsa nella sua terra, con quegli occhi innamorati di ciclismo, quel busto che le impediva i movimenti, e quel suo pensiero, se mai sarebbe tornata a correre a buon livello. Un pugno alla sfortuna, una carezza al destino. A lei si accodano altre due atlete, già in avanscoperta nei tentativi precedenti, Vettorello e Studenikina. Giorgia in questo giro l'abbiamo già vista protagonista a Carugate, e nei giorni seguenti regalerà ancora emozioni ai suoi tifosi, ad esaltare la sua caratteristica di "attacco" da lontano. Natalia invece arriva dalla Russia, compagna di squadra di Anastasia in BornToWin. Proseguono in accordo fino ad un margine oltre ai tre minuti sul gruppo, saranno settanta i chilometri di gloria, di sogni, spenti soltanto a soli 6km dal traguardo, quando Movistar e Dsm impongono un ritmo forsennato per portare in volata le loro atlete veloci.
La spunta ancora Lorena Wiebes che bissa il successo di Carugate, davanti a Norsgaard e alla nostra Sperotto.
Maria Vittoria, che torna al suo posto, nel ciclismo che conta, affossando il ricordo di quella giornata storta, alla Freccia del Brabante di un paio di anni fa.
Sembrava una tappa liscia, senza emozioni, invece la storia del ciclismo, ci regala anche oggi una gran dose di adrenalina.
