I papà a bordo strada

21.11.2019

Da qualche giorno avevo in testa quel ricordo, e tanti altri di loro, ma non sapevo mai come cominciare..

Due uomini al giro di Toscana donne, una radiolina stretta tra le mani l'uno, un iPad pronto a scattare delle immagini di gara l'altro.

Due uomini, ma erano molti di più in quei giorni, appoggiati su quei cumuli di cemento che delimitavano la strada dalla boscaglia ! Però loro due, che li avevo da poco conosciuti, erano gli esempi di questi giorni di gara. Mi parlavano sereni, rispondevano a qualche mia domanda, qualche sorriso dubbioso, forse a chiedersi : ma questo chi è ?

Quella radiolina che di tanto in tanto prendeva la frequenza giusta, raccontava attimi di gara, un allungo, una caduta, ci distraeva ed era silenzio..

E quel tablet che di tanto in tanto veniva mosso per tenerlo vivo, pronto a scattare immagini di fatica al passaggio delle atlete.

Due uomini, due papà. Capaci di distrarsi nell'attesa delle loro 'bimbe' sul quel tratto di strada in salita, ma qualche attimo prima, iniziava il silenzio, l'adrenalina li faceva balzare in piedi, nulla attorno li distraeva.. Occhi quasi lucidi, a vederle arrivare lì davanti al gruppo, sbucando da quel fitto bosco, un urlo, un consiglio veloce, quello sguardo preciso quasi a capire come potesse andare a finire la gara. Il cuore che scoppia di questi uomini, quando le loro figlie si voltano a guardarli anche solo per un istante, e se quello sguardo perso gettato sulla strada non arriva ai loro occhi, era comunque cosa loro.

Che emozioni su quei volti, ci voleva poi qualche minuto per vederli di nuovo tornare 'umani' ..

E mi piaceva osservarli, mi piaceva rubare le loro apprensioni di attesa e di azione ; perché lì avrei voluti anch'io forse quegli occhi lucidi, che incitano un figlio.

Ezio e Lucio, ci vediamo il prossimo anno, a raccontare di ciclismo, ad incitare le vostre bimbe.

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