Ilaria Sanguineti, Bomber
AADDIIOO !
La parola ADDIO, urlata un attimo prima del pericolo, per avvertire il prossimo o semplicemente per dire : ora mi capita, e se capita io vi ho salutato eh !
Qui si ride, e quanto si ride.
È così che lei affronta tutti i giorni quella maledetta Aurelia, strada grigia, piena di traffico e tombini da schivare. Qualche manciata di chilometri di ciclabile e se non è Poggio sarà Cipressa !
Non c'è spazio per il silenzio, ogni ciclista che si incontra nel lungo mare la saluta, talvolta s'inchina perfino il mare al suo passaggio.
Settecentotrenta giorni fa incontravo Ilaria, o meglio, Yaya ! Si perché il nome di battesimo forse la banalizza un po', a quelle come lei serve un soprannome, e Yaya il più accostante al suo nome sembra essere il più azzeccato. C'è una forza immensa nel suo carattere, che mostra in bicicletta, che mostra pure una volta scesa dal sellino, ma che da amico condanno nominandola fragile. Si, perché i caratteri che emergono più forti in compagnia, talvolta in solitudine sono quelli che si perdono nel silenzio e che hanno bisogno di assoluto rumore.
Donna, in equilibrio su qualche millimetro di gomma, che a spallate impara ad emergere dal gruppo, ad emergere dalla vita. Assist importanti alle vittorie delle compagne in una stagione incorniciata dal suo podio ai Campionati Italiani. Ma manca la vittoria assoluta, la sua, un appuntammo solo rimandato.
Yaya, conosciuta due inverni fa, rea di essere la prima ciclista che mi ha fatto conoscere da vicino questo mondo, al quale mi sono affezionato velocemente.
Leader, provate ad essere la sua ombra per un giorno, non c'è luogo ove non riceva un saluto, un abbraccio, un cenno di parola, magari anche un insulto. Poco o molto importante che tu sia, sa metterti sempre al centro dell'attenzione.
Bomber, quando in gara sei teso e impegnato nello sforzo, quando niente può distrarti nell'estrema fatica, ma lei tira sempre fuori il jolly, quel saluto o meglio quel gesto a chi è li a bordo strada ad aspettarla, ognuno di noi lo fa suo, a modo suo. E poi qualcuno ha ancora il coraggio di chiedersi quale sia il segreto del perché aspettiamo ore ed ore i ciclisti a bordo strada.
Chiamatela Yaya, chiamatela leader, chiamatela Bomber !
A te !
