Jelena Eric, il racconto da bordo strada
"Nothing to loose !"
Assisi, ultimo chilometro. Il gruppo sta per arrivare, mentre incito una delle atlete a fondo gruppo, un bambino mi guarda e chiede: "Hey signore, perché quella ragazza ti ha sorriso?"
Perché il ciclismo è poesia e quando inciti un atleta, quando urli il suo nome in mezzo a tanti regali forza, sostegno, fiducia e gli atleti contraccambiano con una smorfia, un saluto, oppure come ora, come ha fatto Jelena con un sorriso.
"Jelena? Non ho mai sentito questo nome."
Lei è una ragazza Serba, straniera come tante altre ragazze che corrono il Giro Rosa. Conosco Jelena da un paio d'anni circa, tifando a bordo strada il passaggio delle atlete, senza nemmeno sapere il suo nome ho conosciuto il suo sorriso. Un'espressione di serenità, che immagino non le sia sparita nemmeno domenica sera quando il suo messaggio, scritto in italiano un po' scomposto: "Sto male, vediamo se va la forma, se no vado a casa, soffrire tanto non ha senso." Un paio di giorni, forse quelli più duri per cominciare un giro a tappe, con una grande selezione tra salite e sterrati, tra cadute e guasti meccanici. Ma quella scelta di continuare e di volerci provare ancora, consapevole che quella in fondo al gruppo non era la sua posizione. Ancora una tappa transitoria, poi a Terracina arriva un nono posto in volata ed il giorno seguente un altro piazzamento.
"My legs are back." E' un suo messaggio che fa suonare il telefono, con queste parole decise che cancellano sofferenza e delusioni dei giorni scorsi.Reset!
Portalo sempre con te il coraggio, regalando agli sguardi intensi dei tifosi, quel sorriso che di applausi non conoscerà termine, perché nasconde spesso la fatica e la conquista del pubblico è più complicata di una vittoria sportiva.
Dimenticavo, il bambino fece una richiesta alla mamma: "Domani voglio chiamare anch'io Jelena con tutta la mia voce!" La mamma con sorriso stretto: "Amore, domani non vedremo questa ragazza, non passerà più nel nostro paese." Il bambino sconsolato guardó di nuovo in cima alla salita, sussurrando uno sciogli lingua che citava: "Alè Jelena Alè!" Domani ultima tappa. Con spirito da guerriera e quel grido di battaglia: Nothing to loose!
