La chiamata che non arriva

07.09.2021

<<Attendere un messaggio, una chiamata che non arriva.

Trovare la lista con i nomi, scorrerli velocemente, ma nulla, nemmeno questa volta. Osservare nuovamente il telefono, per la paura di non averlo sentito squillare. Niente.>>

"Lo spengo, si appanna la vista con quel pugno teso nello stomaco e lascio al vento quel solito inno di rabbia, 'cazzo' !

Non ho mai vestito la mia anima con un abito banale, questa volta però l'ho lasciata priva di ogni veste, nuda e solcata da lacrime che percorrono ogni parte del mio corpo. Non so cosa, non so quanto, dovevo fare. Nel dubbio ho dato tutto, per tutta la stagione, per ottenere qualcosa che ora non mi sorride. La mia vittoria, il mio podio italiano, forse contano meno, forse non bastano. Eppure sono risultati ottenuti in quelle poche gare dove potevo correre con la fascia di capitano. Ho servito, ed ero pronta a servire. Ho sempre dato tutto per ogni compagna, era il mio compito, ed ero pronta a farlo ancora, per nuove compagne, per un obiettivo importante, per la maglia azzurra.

Perché quando vince una compagna, vinco anch'io.

Indossare la maglia della mia Nazione, nella gara della mia Nazione. Un sogno bruciato in mezzo a tanti, con la solita autocritica, <sarà soltanto colpa mia>! Talvolta la vita ti porta a toccare il cielo, ed un attimo dopo, ti toglie la possibilità di realizzare i tuoi obiettivi. Ho lavorato, ho sacrificato ogni dettaglio superfluo fuori dal mio lavoro, ero pronta anche stavolta a dare tutta me stessa per quel supporto che spesso in corsa diventa fondamentale. Mi avvicino allo specchio, osservo parallela i miei occhi per qualche secondo, e mi accorgo che non devo scappare dal mio sguardo, li c'è tutto il mio orgoglio, la mia fatica. Non trovo spiegazione. Allora prendo un rossetto speciale e con cura lo metto sulle mie labbra, mi osservo di nuovo, ed anche se non sono solita a metterlo, lo vesto bene. Poi prendo la mascherina per uscire di casa, ed in un istante annullo tutta quella bellezza, copro tutto quel lavoro che non è servito a niente".

A te, che fuori da quella mascherina, risalteranno sempre quei due occhioni sinceri e pieni di discorsi, che anche senza parole riempiranno il nostro silenzio.

Essere Yaya per un istante, è un brivido che vi consiglio.

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