L'abbraccio di Anastasia a Caris
Un abbraccio "TERRONE" !
Di quelli profondi, di quelli veri, che appena ti stacchi ti guardi negli occhi e già ne vorresti subito un altro. Quell'affetto muto e talmente emotivo, che sa esprimere tutto in pochi secondi; la costruzione di ieri, la vicinanza di oggi, le ambizioni di domani.
Nomi affascinanti e poco comuni, quelli di Caris e Anastasia, interpreti di questa immagine scattata al Giro delle Marche.
Eppure io e Caris, tanti anni fa, ci scoprimmo da avversarie, quasi nemiche. Per quanto poco potessero valere le competizioni tra ragazzine, la sconfitta era dura da ammettere ed aveva proprio il sapore dell'odio puro per l'avversario, difficile da capire e da spiegare ora che vediamo tutto con occhi diversi.
Conosco meglio Caris da esordiente e allieva, qualche parola ma ancora con distacco. Poi succede di ritrovaci nella stessa squadra, ed al primo anno nasce già un'amicizia importante. Si formò così il gruppo "terronia" assieme a Giorgia e Roberta, che era molto più di un semplice rapporto in squadra e rimarrà una delle cose mie più belle nel cuore del ciclismo. Si trascorreva parecchio tempo insieme durante l'estate, e quando qualcosa andava storto, anche nel privato, non ci trovavamo mai da sole a dover affrontare il problema.
Il saper contare una sull'altra, mai scontato, ci dava forza, morale, anche nelle gare.
Poi, dal primo anno Èlite, nacque subito una forte complicità. Nel mio periodo di forma, solo mettere la mia ruota davanti alla sua, mi faceva sentire in imbarazzo per il legame che si era creato, quasi come se l'andare più forte potesse allontanarci.
Vorrei spiegarlo quell'abbraccio a fine gara, perché io conosco il valore di Caris, atleta forte con una dolcezza infinita, ma con uno scultoreo nemico, la timidezza, che la trasporta in pensieri tediosi in gara, e quando occorre quella cattiveria agonistica che serve per emergere dal gruppo, quel pensiero diventa un macigno. Stare nascosta nel gruppo, non è il suo posto, ne sono sicura.
Al Giro delle Marche poteva godere di un ruolo da protagonista, ero ansiosa pure io per lei, ero orgogliosa e felice, ma temevo non avrebbe retto la tensione. Lungo il percorso cercavo di alzarle il morale e di darle la giusta motivazione. Mi si è rotto il cuore vedendo le sue lacrime su quella salita all'ultimo giro, aspettavo soltanto il traguardo cercandola tra tante, per poterla stringere forte e trasmetterle il supporto che meritava, ma lei a quell'abbraccio rispose stringendomi ancora più forte.
In quelle situazioni dove tutti si aspettano qualcosa di importante da te, c'è un pensiero severo da affrontare ogni volta : ho tradito le persone che credevano in me.
Ora le strade si sono divise ancora una volta, ma la voglia di rivedersi, sarà sempre maggiore, e quando ci sarà la possibilità di incrociarla, quel momento sarà ancora più magico.
Perché ci saranno racconti diversi, e saremo entrambe curiose di raccontarci un'altra stagione, altre nuove emozioni, per poi finire ancora una volta, in questo meraviglioso "abbraccio terrone" .
(quell'abbraccio l'ho fotografato, ma non immaginavo che un giorno avrebbe avuto una storia così bella da raccontare)
Giro delle Marche in Rosa
