L'addio di Ana Covrig

01.10.2019

"Ho iniziato a correre per gioco, ed ho continuato sempre per lo stesso motivo. Una volta arrivati i risultati, la voglia di mettersi alla prova e di dimostrare chi sei cresce sempre di più, finché il ciclismo non diventa la quasi totalità della tua vita senza che tu te ne renda conto. I sacrifici non sono sacrifici, ma semplicemente scelte per un qualcosa di più grande.

Arrivi poi ad un certo punto che ti guardi attorno ed inizi a farti delle domande. Serve pazienza, serve investire su se stessi, ma questo cosa significa? Significa avere qualcuno alle tue spalle che ti sostenga e si, che ti mantenga, ma non tutti hanno questa fortuna. Significa sapere che nelle migliori delle ipotesi puoi fare qualche anno ad alto livello, guadagnare più che puoi, cercare di risparmiare qualche soldo e poi...?

Smetto !

Mi sono resa conto di non avere quella capacità di soffrire che mi permetta di fare quel salto di qualità necessario.

Smetto ! Si, smetto !

Smetto perché a 25 anni era giusto fare il punto della situazione, ho ancora tutte le porte aperte per trovare un lavoro che mi appaghi, e soprattuto che mi dia la possibilità di mangiare autonomamente. Una scelta presa con serenità, che non mi porterà a nessun pentimento e nessun rimpianto.

La bicicletta non smetterà mai di piacermi, ora senza pressioni o ansie, sarà parte di un nuovo capitolo della mia vita.

Quello che potevo fare l'ho fatto, e quello che non ho fatto, pazienza, significa che era destino che andasse così! "

"È la prima volta che ne parlo apertamente, ora mi sento libera"

Ana Covrig

Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia