L'inchino di Marta a Piazza del Campo
Un saluto rispettoso, forse sfuggito a molti. Quell'inchino, che il vocabolario traduce : atto di riverenza, consistente nel piegare il busto abbassando il capo, in segno di rispetto, di un'umile sottomissione. Un gesto che vale molto, che allontana di colpo timidezze e vergogna di manifestare un sentimento di amore verso un qualcosa di maestoso, che poco prima faceva così tanta paura.
Al termine di un sogno, di un obiettivo rincorso da tempo, con il timore di non farcela che ti resta accanto come un'ombra in ogni minuto di gara, uno sfogo elegante sulla linea del traguardo in una piazza d'incanto come Piazza del Campo, una lezione di sport, una lezione di vita. L'atleta che diventa grande nonostante la giovane età, consapevole della qualità delle avversarie, ma che non nasconde il sogno di poter essere alla loro altezza, senza peso e con leggerezza, senza illusioni e con tanto sacrificio.
6 Marzo, ore 13.20 circa, a poche decine di metri dalla piazza che pone fine alle fatiche di Strade Bianche, dietro un cumulo di transenne, c'è un gruppo di ragazze, di atlete, che hanno già raggiunto Siena in anticipo ponendo le loro biciclette sul tetto dell'ammiraglia, citando un "dnf" nell'ordine di arrivo. Urlano e tifano il suo nome, applaudono quegli ultimi 150 metri di gara, Marta seppur stremata da un finale maestoso se ne accorge, le sue braccia tremano e le mani sono strette sul manubrio per mantenersi in equilibrio, su quel lastricato sconnesso del centro senese. Gira il volto, risponde con una linguaccia in segno di gratitudine, unico gesto che le forze rimaste le consentono ancora di fare. Un breve film quegli ultimi chilometri, quelle Tolfe sofferte lasciando alle migliori qualche metro di vantaggio, il recupero e quelle tre micce esplose in poco tempo, ripetutamente, per dire "ci sono anch'io". E poi ancora, quell'ultima salita, tra le urla di un padre emozionato, e quel traguardo poi sussurrato : "Ho tolto gli occhiali e mi sono inchinata a questa corsa spettacolare che tanto mi intimoriva e che sono riuscita a superare".
Un esame ben riuscito con voto massimo e pure con la lode, mille timori soffocati con un sogno reso realtà, da tanto coraggio, da una paura vinta, e l'esplosione di qualche lacrima di emozione.
Ed in un momento storico dove rimangono soltanto lavoro, regole e restrizioni, questi gesti, questi messaggi esaltano la passione in ognuno di noi, annullando la crepa di un'ennesima primavera negata, e l'impossibilità di vivere le corse a bordo strada.
C'è una maglia 'Made in France' che si inchina in questa Piazza, ma ha un colletto tinto del nostro tricolore, con un rito che nasce, come simbolo di un mito.
A Marta, Buon Compleanno !
