Provaci ancora Gio !

02.05.2021

Sembra scontato affezionarsi soltanto agli atleti che vanno forte, quelli che vincono, quelli che appaiono nella prima parte delle bozze di classifica, appese a fine corsa. Chi è leader sa, che ogni gara può essere il suo momento. Chi lavora per il leader sa, che avrà poche o addirittura nulle possibilità per potersi mettere in luce. Capita però di trovarsi in un team che lavora di gruppo, dove quel giorno di gara puoi sentirti dire: tocca a te! E devi farti trovare pronto, sai che quella potrebbe essere anche l'unica occasione. Al Gran Prix Féminin de Chambéry succede proprio così.

Mancano 40km al traguardo, le immagini in tv sono sfuocate, ma si intravedono casco scarpe e nastro arancioni. E' un'atleta della Fassa Bortolo, ne sono sicuro, poi le immagini tornano nitide, due atlete a cambi regolari, ed una di loro è proprio Giorgia Bariani. Giovane, ma già abbastanza di mestiere, una compagna, un'atleta che ogni squadra vorrebbe avere. Pronta ad aiutare ed a giocarsi il suo spazio quando le è concesso. Chissà cosa pensavi in tutti quei chilometri di fuga, forse di essere la spalla per una compagna che sarebbe partita su una delle numerose Côte, o forse chissà cos'altro, per non sentirti leader in quel momento. Perché la tua generosità di aiutare sempre le compagne, di tentare degli assoli prima del numero di qualche altra "orsetta", l'abitudine di essere necessaria ma di non sentirsi mai troppo importante. Scorrono veloci quei chilometri a Chambéry, e all'ultimo giro del percorso si forma una coppia amica, Debora e Greta scandiscono un ritmo importante, frantumando secondi su secondi avvicinandosi alla vostra azione. Ma davanti c'è la loro "Gio", non avrebbero mai interrotto un sogno, il tuo sogno. Mancano 4km e la tua avversaria tenta di andarsene, perdi qualche metro, poi torni sotto e riparti. Da casa ci esaltiamo, questa forza e questo coraggio, quasi percepisco il mal di gambe per quell'attacco. Il telecronista francese esalta la tua azione e la nomina battaglia! Negli ultimi 500mt compare l'ammiraglia di Lucio alla tua ruota, davanti a quella dell'avversaria, un'immagine bellissima che mi fa battere le mani. Quell'ultimo forcing in salita però, ti toglie ogni forza, sotto al traguardo a testa cupa schiacci soltanto il tasto del tuo computer e le tue ruote percorrono ancora qualche metro prima di fermarsi. Vorrei conoscerlo quel tuo pensiero, lo avrai paragonato ad un fallimento, ma che fa parte del successo ! Quel giorno eri tu a giocarti le carte da leader, voluto dal Boss, voluto dalle tue compagne. Il ciclismo, nella battaglia di vita di tutti i giorni, aiuta a sconfiggere le paure, aiuta a capire i propri limiti e a superarli. Raggiungere la stima di chi ci circonda, è come incastrare un tassello di puzzle al primo colpo, ma pezzo dopo pezzo ci insegna che la vita è pazienza un po' come lo è tutta la natura, dalla semina, all'attesa e per finire alla raccolta. In mezzo ci passano mille ostacoli, ad indicare che nulla e per nessuno il cammino per raggiungere qualcosa è facile e scontato. Nel tuo modo riservato di comunicare con i fatti, con uno sguardo ma poche parole, traduco che il ciclismo è fame di vita, di libertà, di dire "qualcosa conto anch'io". Voltati poche volte nel tuo percorso, osserva una volta soltanto quell'ombra dietro la tua ruota, dietro la tua anima, appoggiati agli occhi dei tifosi e di chi ti vuole bene, di chi urla il tuo nome. Troverai allora quella forza testarda che ti trascinerà nel tuo cammino, anche quando ti vorresti buttare via, piangendo senza sapere cosa rincorri.

Provaci ancora Gio ! E noi saremo pronti ad urlare ancora il tuo nome.

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