Silvia Piccini nel cuore
Dicono che le favole non esistono, che sono soltanto storie inventate per intrattenere chi le ascolta. E' da domenica sera che mi chiedo se sia vero, tutto questo.
In quel trofeo alzato al cielo, tra quel luccicare regalato dai raggi del sole, e quello sguardo che si disperde nei pensieri, nei ricordi. Elisa alza le mani rette verso l'azzurro infinito, Giulia qualche centimetro appena dietro.
" " Sentivo il mio nome prima della corsa, parlavano di me e Chiara, chissà, forse una gara tutta per noi. Si, la loro fatica oggi, la dedicano proprio a noi. Fa davvero tanto caldo qui a Noventa, osservo le ragazze ed alcuni volti sono già stravolti sulla linea di partenza, ma una musica dolce toglie di scatto ogni rumore di sottofondo, ogni movimento. Ho visto occhi lucidi laggiù in quell'istante, teste piegate sui manubri e poi un lungo applauso. Mi sono messa in disparte, li seduta sul marciapiede, con le mani intrecciate e un po' confusa osservavo poi la corsa. <<Hey perché piangi?>> provavo a chiedere ad alcune di loro che si staccavano dal gruppo, tanto veloce, tanto severo. Vedevo quelle lacrime ma non riuscivo a sentire le voci, e loro non sentivano la mia. Le ragazze con la maglietta azzurra e nera, quelle della mia squadra, sono tutte li a lottare nelle prime posizioni. Quel sogno da realizzare, di vincere una corsa, che è rimasto in mezzo a tutti quei sogni incasinati, da ragazzina. Ma chiudo gli occhi ed esprimo un desiderio, vorrei, vorrei, vorrei che le mie compagne vincessero la mia corsa. Riapro gli occhi, ed eccole arrivare tutte assieme verso la linea del traguardo. Non si capisce, sono tutte vicine, chi ha vinto ? Lo speaker tarda solo qualche secondo, e poi... " "
...E poi, poi non dirmi che te ne sei andata via. Le tue compagne, avevano un riflesso particolare in quegli occhi, e quelle mani perfettamente al cielo di Elisa, così allungate, sembravano volerti toccare, coccolare.
Raccontami una fiaba, ninna nanna, ninna oh...
