Soraya e Marta, duello al Marche 2019
Tattica, Duello, Volata, Vittoria, Sconfitta.
Iniziali maiuscole per ogni parola, perché enorme è il peso del loro spettacolo, del loro nome e delle loro gesta in quei tre giorni di battaglia. Giorni, degni di clamore in quella terra, le Marche, cornice stupenda di un weekend sui pedali.
Nel ciclismo si sa, nessuno ti regala niente, e in quei tre giorni del Giro delle Marche si era visto tutto questo.
T come Tattica, vista nel finale della prima tappa con una fuga di poche unità, Soraya attacca, cerca di anticipare la volatona finale, consapevole che Marta in velocità l'avrebbe potuta battere.
Soraya, di cognome Paladin.
Marta, di cognome Cavalli.
D come Duello, si guardano, si attaccano, si difendono. Nessuna delle due sembra cedere il passo nervoso e costante che porta verso l'arrivo. Entrambe si conoscono, consapevoli delle loro abilità e ci provano ancora a sfidarsi, per poi rimanere sole in testa alla corsa a pochi metri dal traguardo.
V come volata, parte lunga all'ingresso della piazza gremita di gente, incuriosita anche da uno speaker spumeggiante. Sono appaiate, una leggera sterzata a destra per gli ultimi sessanta metri finali.
V come Vittoria, S come Sconfitta, la spunta Marta, la più veloce, Soraya appena dietro. Centimetri.
È in quell'istante che chiudi gli occhi, qualche centimetro dalla riga bianca per poter dire ce l'ho fatta o chinando un po' di più la testa come omaggio all'avversario per dire amaramente, hai vinto, brava.
Terza e ultima fatica, tutto cambia.
Offida, teatro di una tappa caratterizzata da continui allunghi. In fuga ci va proprio Soraya con Franchi, poi riprese, e nel finale ancora duello. Stavolta però allunga prepotente sullo strappo in salita Soraya che passa tutta sola sotto il traguardo a mani alzate. Marta china la testa, ce l'ha messa tutta ma giunge a pochi metri, perde tappa e maglia. Sul podio due sorrisi, loro belle, neppure troppo segnate dalla fatica.
E tutt'intorno gli applausi della folla.
A come Ammirazione !
