Vigilia e la maglia della Nazionale
Se ogni fiaba a lieto fine, inizia con un "C'era una volta", chissà che finale avrà questa, che fiaba non è, e che inizia con un "C'è un oggetto"... Un po' come quella storia nel cassetto, che vorresti raccontare a qualcuno.
C'è un oggetto, riposto in questa scatola appena ricevuta, pieno di ricordi, di fatica, di onore. E che bello poterlo vestire questo colore, che non è per tutti, ma ambizione di tutti, un colore che non passa mai di moda, un colore importante, una memoria. Un'oggetto di infinito valore, che TU hai mescolato ad altre cose, ma l'unico inserito con un pensiero ben preciso. Un'oggetto di infinito valore, che IO ho visto prima di tutto il resto, che ho raccolto, che ho disteso sul letto, accarezzato, e con il cuore in soglia ho urlato : Dio Mio che roba !!
Mi volto di scatto, verso lo specchio, ma giuro non avevo tagliato cipolle in quel momento, nemmeno nessun tipo di allergia, e allora si, è semplicemente un'autentica emozione. Allora è vero che sappiamo ancora provare commozione per degli oggetti, e questo non è affatto di poco valore.
Penso a quel momento, in cui l'appoggi e te ne privi, che decidi di donarla, forse c'è la stessa intensità, lo stesso valore di quando per la prima volta sei stata tu a riceverla, questa maglia. E' una scuola senza prezzo che mi piomba addosso, avrei sfidato il miglior chiromante a predire un momento così profondo, e se la vita si misura con l'intensità con cui si vive, beh questa volta abbiamo proprio esagerato !
Non avevo mai ricevuto una maglia, ed ora credo di aver capito il valore di indossarla. Ho passato una sera ed una notte a studiarti, a cercare risultati che ancora non conoscevo. Quel 2015 che da allieva tagliavi per prima il traguardo del Campionato Italiano, e poi credo ci siano stati due anni fantastici. A partire dal 2016, con la conquista del titolo Italiano a cronometro e con l'argento Europeo nella medesima disciplina a Plumelec, senza dimenticare quella lunga fuga solitaria nella Monza-Ghisallo finita a braccia alzate. Cronometro che ti regalano poi l'anno successivo, un secondo posto agli italiani e lo stesso colore di medaglia ai Mondiali di Bergen. Poi passi Elite con una gavetta lunga trentaquattro gare nel 2018, e ben quarantanove l'anno successivo con quel risultato che spicca su tutti gli altri, quel decimo posto alla Classica di San Sebastian.
Ho imparato, che seduto sul divano, a guardare le corse dalla tv, non ha tutto questo valore che scendere in strada per urlare il vostro nome, parlavo ad un mondo che non avevo davanti. Ed ho imparato che nella vita abbiamo un sacco di motivi per essere felici, ed uno di questi si chiama amicizia, ricompensa di un rispetto reciproco. Ho imparato che ogni scelta, ogni azione, ogni pensiero portano con sé tanto coraggio, e pure quella convinzione che spesso crediamo di non avere. Ho imparato che dobbiamo vincere noi stessi, per regalare questa vittoria a tutti gli altri.
E se il tuo ciclismo è tradotto in "libertà, paesaggi, silenzio, sacrificio" come leggevo nelle tue interviste, una maglia, la tua maglia ha un valore che non conosce scambio.
Ora prendo in mano di nuovo questa maglia, la osservo e senza socchiudere gli occhi, ci ritrovo il tuo sorriso, la tua voce, e ci vedo pure qualche tuo scatto.
Stasera, sono io che alzo le mani, ho vinto !! Eppure non è una fiaba.
Grazie Ale.
